crazy for mesir! ;)

manisa mesir macunu

In questo mio secondo (meraviglioso) viaggio in Turchia, ho scoperto una nuova delizia del palato: il Mesir.

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Il Sogno di Alessandro Magno ♖

mani

Elinize sağlık, salute alle tue mani, l’invitato pronuncia questo augurio alla fine del pasto per elogiare la cucina del suo ospite. Felicità alle tue mani, questo penso mentre osservo le meravigliose donne al lavoro sul Kadifekale (letteralmente La Fortezza di Velluto).

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kan kardeşi ஐ

gabriele rigonIn un’altra vita ero una donna turca, ne sono certa ormai! Mentre mi perdo, divertita, nelle vie del Kemeraltı Bazar (e torno indietro nel tempo di almeno 300 anni) lo leggo sui loro volti… Intorno a me donne (quasi tutte) completamente fasciate da stoffe di ogni colore, i capelli che immagino lunghissimi rigorosamente nascosti dai veli (la cui misura varia in base all’intensità del rigore religioso che si pratica). Non puoi e non devi vedere il loro corpo (lo puoi immaginare) ma non puoi non vedere i loro occhi: grandi, sapientemente decorati, forti e sinceri. Non riesco a non fissare i loro occhi che mi ricambiano e sembrano domandarsi: strana questa donna turca con i capelli cortissimi, non protetti, e la veste scollata contro ogni regola scritta… Un’anima ribelle?

Sono una straniera, seguo altre leggi scritte da me stessa (nessuno me l’ha imposte) ed, allo stesso tempo, rispetto ed ammiro le vostre. Ma non lo svelo il mistero, l’equivoco è più intrigante.

L’ennesimo mercante mi scambia per una di loro, mentre mi serve il çay: qui ogni scusa è buona per gustarlo! Incontri un vecchio amico e ti fermi a chiacchierare con lui bevendo un çay, contratti per un oggetto che desideri ed il proprietario ti fa sedere e ti offre un çay, sei stremato dal caos del bazar e non puoi non rilassarti con un çay.

Poi tocca all’uomo dell’incenso, un’intera parete di profumi e virtù tra i quali quasi non riesco a scegliere…

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ἀγορά

La Bella Izmir, come sono soliti chiamarla i saraceni, si distingue orgogliosamente dal resto della Turchia, forse grazie alle contaminazioni greche, romane, persiane, levantine, ebraiche, francesi, inglesi che ha ricevuto nei secoli…  Gli stessi turchi a volte la guardano con un po’ di sospetto.   😉

Intorno a me sventolano grandi e rosse bandiere e lo scorrere del tempo è cadenzato dai cinque canti dei müezzin eppure, sui volti della gente, l’espressione è rilassata e liberale. Non a caso mentre nel resto della Turchia musulmana la maggior parte dei locali chiudono durante il Ramazan invece qui la maggior parte dei luoghi di divertimento continuano normalmente le loro serate e gli eventi d’intrattenimento. Probabilmente se non ci fosse stato il terribile incendio del 1922, che ha distrutto la città vecchia, oggi l’antica Smirne sfiderebbe Istanbul per la corona di prima destinazione turistica nel paese.

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