#stopoccupygezi

Ecco come è iniziato tutto, da un piccolo gruppo di coraggiosi che hanno fermato le ruspe pronte ad abbattere gli alberi del Gezi Park.

Oggi Erdoğan sta mostrando il suo vero volto a tutto il mondo (nel caso qualcuno avesse ancora dei dubbi in proposito).
Ha dichiarato che farà abbattere tutti gli alberi del Gezi Park, contro la volontà del suo popolo e dei suoi stessi elettori.
Ha inoltre fatto infiltrare dei provocatori che sono chiaramente suoi seguaci tra i pacifici manifestanti, in modo da mettere in scena lo show degli scontri tra polizia e manifestanti (che i media turchi stanno ovviamente mostrando a tutti noi).
Peccato però che questo suo tableau teatrale non inganni nessuno, ormai lo conosciamo (e lo amiamo) tutti il popolo del Gezi Park con il suo coraggio, la sua forza di volontà, la sua fantasia ed il suo messaggio di pace.
Tutte quelle persone hanno offerto libri e fiori ai manichini di Erdoğan, non possono essere confusi con i provocatori violenti che oggi inquinano piazza Taksim.
Adesso Erdoğan, dopo aver mandato in onda il suo show, si sente in diritto di attaccare ed arrestare (con la violenza) anche quelli che per noi sono ormai gli eroi del Gezi Park.
Caro Erdoğan, non sei l’astuto burattinaio che pensi: sappiamo tutti chi sei, uno spregevole dittatore che ha perso la sua mediocre maschera.
Forse moriranno quei poveri alberi (come sono morti alcuni dei nostri eroi ed alcuni dei tuoi burattini) ma in cambio di questo sacrificio la nazione si è svegliata ed il tuo potere è finito.

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ἀγορά

La Bella Izmir, come sono soliti chiamarla i saraceni, si distingue orgogliosamente dal resto della Turchia, forse grazie alle contaminazioni greche, romane, persiane, levantine, ebraiche, francesi, inglesi che ha ricevuto nei secoli…  Gli stessi turchi a volte la guardano con un po’ di sospetto.   😉

Intorno a me sventolano grandi e rosse bandiere e lo scorrere del tempo è cadenzato dai cinque canti dei müezzin eppure, sui volti della gente, l’espressione è rilassata e liberale. Non a caso mentre nel resto della Turchia musulmana la maggior parte dei locali chiudono durante il Ramazan invece qui la maggior parte dei luoghi di divertimento continuano normalmente le loro serate e gli eventi d’intrattenimento. Probabilmente se non ci fosse stato il terribile incendio del 1922, che ha distrutto la città vecchia, oggi l’antica Smirne sfiderebbe Istanbul per la corona di prima destinazione turistica nel paese.

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