Il Festival dell’Oriente

Ambra Hafla Tarantola

La ballerina Ambra Hafla Tarantola (Hafla Dancers) nello spettacolo di Elsbert Anthonysamy & Shakti Band.

La fortuna di nascere a Roma è che, ogni giorno, hai l’occasione di incontrare il mondo appena girato l’angolo… Ed il Festival dell’Oriente è proprio una di quelle occasioni!   😉

Il profumo antico dell’ambra grigia (Cosmetics Division) mi ha riportato indietro nel tempo fino alla terra di Punt, mitico eldorado da cui giungevano incenso e mirra.  Quest’ultima ridotta in polvere nel mortaio può essere sciolta nei saponi, nelle creme o in un oleolito che diventerà prezioso grazie a tutte le sue proprietà. Ho lasciato accarezzare la mia pelle dall’ambra sotto forma di profumo solido (un panetto, conservato in un vasetto di vetro a chiusura ermetica potrà deliziarvi anche per 10 anni). Il profumo infatti non nasce come un’essenza liquida ma sotto forma di pasta solida (ottenuta dalla macerazione di materie prime odorose): una cera grassa profumata.

L’energia travolgente della musica orientale mi riporta al presente…

La brillante voce di Elsbert Anthonysamy mi ha fatto viaggiare intorno al mondo sui passi acrobatici delle Shakti Dancers (alias Hafla Dancers insieme ai ballerini Demian Troiano Hackman e Giulio Dilemmi)!

Continua a leggere

Annunci

kan kardeşi ஐ

gabriele rigonIn un’altra vita ero una donna turca, ne sono certa ormai! Mentre mi perdo, divertita, nelle vie del Kemeraltı Bazar (e torno indietro nel tempo di almeno 300 anni) lo leggo sui loro volti… Intorno a me donne (quasi tutte) completamente fasciate da stoffe di ogni colore, i capelli che immagino lunghissimi rigorosamente nascosti dai veli (la cui misura varia in base all’intensità del rigore religioso che si pratica). Non puoi e non devi vedere il loro corpo (lo puoi immaginare) ma non puoi non vedere i loro occhi: grandi, sapientemente decorati, forti e sinceri. Non riesco a non fissare i loro occhi che mi ricambiano e sembrano domandarsi: strana questa donna turca con i capelli cortissimi, non protetti, e la veste scollata contro ogni regola scritta… Un’anima ribelle?

Sono una straniera, seguo altre leggi scritte da me stessa (nessuno me l’ha imposte) ed, allo stesso tempo, rispetto ed ammiro le vostre. Ma non lo svelo il mistero, l’equivoco è più intrigante.

L’ennesimo mercante mi scambia per una di loro, mentre mi serve il çay: qui ogni scusa è buona per gustarlo! Incontri un vecchio amico e ti fermi a chiacchierare con lui bevendo un çay, contratti per un oggetto che desideri ed il proprietario ti fa sedere e ti offre un çay, sei stremato dal caos del bazar e non puoi non rilassarti con un çay.

Poi tocca all’uomo dell’incenso, un’intera parete di profumi e virtù tra i quali quasi non riesco a scegliere…

Continua a leggere