tortino di borragine con besciamella alla malva

malva

Passeggiando con Macchianera e Lolita, nel bosco de Il Tempio dei Topi, ho raccolto le foglie ed i fiori di malva per questa colorata ricetta.   🙂

La parola malva deriva dal verbo latino mollire ossia ammorbidire, rendere molle.

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fiori di borragine ❁

fiore di borragine nei ghiaccioli

Come dicevo, un altro modo (divertente) di usare i fiori della borragine è quello di metterli nei cubetti di ghiaccio per decorare e colorare le nostre bevande estive…   😉

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borragine vs malinconia ❣

pesto di borragine

Gli antichi romani e gli studiosi della Scuola Medica Salernitana consideravano la borragine un eccellente rimedio contro la malinconia.
Secondo la tradizione il nome della pianta deriva dal celtico barrach (uomo coraggioso): i guerrieri erano infatti soliti bere il vino di borragine, prima di una battaglia, in quanto credevano che desse loro immenso coraggio.  Gli antichi greci invece la usavano per curare i mal di testa da sbronza. La borragine favorisce l’allegria: non a caso era tradizionalmente usata per decorare le case in occasione di matrimoni. Il suo nome gallese (llawenlys) significa erba della contentezza.  Plinio la chiamava Euphrosinum poiché rende l’uomo euforico, felice e conento: “Ego Borago, Gaudia semper ago” (la borragine mi dá sempre gioia – forza di vita, corraggio -). Plinio sosteneva che i fiori consumati in insalata rendono propensi al riso e sgombrano la mente dai cattivi pensieri, inoltre le foglie e i fiori mescolati al vino tolgono la tristezza, la malinconia e danno la felicità. Sempre lui riteneva che la borragine fosse il famoso Nepente di Omero, assaporata nel vino portava all’oblio ed alla spensieratezza

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oleolito fai-da-te

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Un oleolito è un olio aromatizzato mediante macerazione di parti vegetali (fresche o secche).

Prima di fare il vostro oleolito a freddo (esiste anche un metodo a caldo) studiate le proprietà esterne della pianta più adatta alla stagione (del clima e della vita) ed alle esigenze della pelle. Qui potete farvi un’idea delle proprietà principali delle piante.  Il database viene aggiornato continuamente e l’autore dei testi è il fitoterapeuta Marco Valussi.
Alcune piante come la Melissa, l’Arnica e l’Iperico vanno trattate quando sono ancora fresche ovviamente così sono più cariche di olii essenziali e già pronte a donarli all’olio da voi scelto. Tenete però in considerazione che le piante appena colte contengono acqua che può dare problemi di conservazione nel processo della macerazione: essa finirà infatti per galleggiare sull’olio e diventerà una casa accogliente per i batteri. Una soluzione potrebbe essere quella di inserire nel barattolo un sacchetto di sale, in cotone bianco a maglie abbastanza larghe: il sale assorbirà l’acqua vegetale in eccesso e poi lo potremo togliere dal composto.

Ogni oleolito è prezioso e può essere usato come olio da massaggio, in applicazioni locali o come base per le nostre creme naturali ed unguenti fai-da-te.   😉

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