Il Sogno di Alessandro Magno ♖

mani

Elinize sağlık, salute alle tue mani, l’invitato pronuncia questo augurio alla fine del pasto per elogiare la cucina del suo ospite. Felicità alle tue mani, questo penso mentre osservo le meravigliose donne al lavoro sul Kadifekale (letteralmente La Fortezza di Velluto).

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ἀγορά

La Bella Izmir, come sono soliti chiamarla i saraceni, si distingue orgogliosamente dal resto della Turchia, forse grazie alle contaminazioni greche, romane, persiane, levantine, ebraiche, francesi, inglesi che ha ricevuto nei secoli…  Gli stessi turchi a volte la guardano con un po’ di sospetto.   😉

Intorno a me sventolano grandi e rosse bandiere e lo scorrere del tempo è cadenzato dai cinque canti dei müezzin eppure, sui volti della gente, l’espressione è rilassata e liberale. Non a caso mentre nel resto della Turchia musulmana la maggior parte dei locali chiudono durante il Ramazan invece qui la maggior parte dei luoghi di divertimento continuano normalmente le loro serate e gli eventi d’intrattenimento. Probabilmente se non ci fosse stato il terribile incendio del 1922, che ha distrutto la città vecchia, oggi l’antica Smirne sfiderebbe Istanbul per la corona di prima destinazione turistica nel paese.

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