borragine vs malinconia ❣

pesto di borragine

Gli antichi romani e gli studiosi della Scuola Medica Salernitana consideravano la borragine un eccellente rimedio contro la malinconia.
Secondo la tradizione il nome della pianta deriva dal celtico barrach (uomo coraggioso): i guerrieri erano infatti soliti bere il vino di borragine, prima di una battaglia, in quanto credevano che desse loro immenso coraggio.  Gli antichi greci invece la usavano per curare i mal di testa da sbronza. La borragine favorisce l’allegria: non a caso era tradizionalmente usata per decorare le case in occasione di matrimoni. Il suo nome gallese (llawenlys) significa erba della contentezza.  Plinio la chiamava Euphrosinum poiché rende l’uomo euforico, felice e conento: “Ego Borago, Gaudia semper ago” (la borragine mi dá sempre gioia – forza di vita, corraggio -). Plinio sosteneva che i fiori consumati in insalata rendono propensi al riso e sgombrano la mente dai cattivi pensieri, inoltre le foglie e i fiori mescolati al vino tolgono la tristezza, la malinconia e danno la felicità. Sempre lui riteneva che la borragine fosse il famoso Nepente di Omero, assaporata nel vino portava all’oblio ed alla spensieratezza

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Volevo Volare ✈

Volevo volare dipinto su tela di Giuseppe De Matthaeis

Alla vigilia del Giudizio Universale, un uomo osserva le melanconiche metamorfosi sue e del mondo in cui vive.

Smarrito, cerca di riscattare i ripetitivi spargimenti di sangue con altrettanti spargimenti di colore ma né il rosso né il verde né il blu possono cancellare demoni e fantasmi  radicati dentro di lui.

Non gli resta che fuggire però trova chiusa la porta nella Casa delle Bambole. E sprangato il portone nella casa di ogni dio, da est ad ovest.

Non gli rimane che farsi crescere le ali, sulle scapole ossute, e desiderare di volare: al di sopra di tutto ciò che lo ha sempre lasciato, suo malgrado, indifferente. Ma il sole è ancora troppo vicino e lo costringe infine ad atterrare, sempre incompiuto ed incompleto come ogni sano viaggiatore.

Allora domanda a l’Arcano che non c’era chi vincerà la Partita a scacchi con la Morte. E, mentre formula la domanda (per ben 12 volte), già sa che la risposta non è importante: il Girotondo della Vita è inarrestabile. E forse l’Eternità è già sua: è il dono dell’emozione.

L’emozione che inconsapevolmente contagia la carne di chi scivola nelle sue orge di colore.

La foto: Volevo volare, dipinto su tela di Giuseppe De Matthaeis

La mostra Volevo volare: oggi, dalle 17:00 in poi presso l’Accademia di Romania, piazza José de San Martin n° 1, 00157 Roma (zona Valle Giulia)

tè Rosa d’Oriente ♨

 

Said a S. Lorenzo

…Assaporato da Said, a S. Lorenzo: tè nero (a foglia spezzata) profumato da boccioli di rosa, cannella, cardamomo ed accompagnato da fettine di cedro, limone, arancio immerse nel cioccolato fondente.

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Volevo Volare ✈

Volevo volare dipinto su tela di Giuseppe De Matthaeis

Alla vigilia del Giudizio Universale, un uomo osserva le melanconiche metamorfosi sue e del mondo in cui vive.

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