pesto di ruchetta violacea

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Nel bosco de Il Tempio dei Topi cresce spontanea la deliziosa ruchetta violacea (Diplotaxis Erucoides), dal sapore molto più delicato rispetto alla solita rucola o ruchetta selvatica comunemente in commercio. Il nome deriva dai suoi delicati fiori bianchi ma sfumati appunto di viola. Questa pianta è ricca di composti solforati e vitamina C, attenua i disturbi gastrointestinali (in quanto favorisce la digestione), stimola e tonifica il sistema circolatorio, svolge un’azione emoliente sulle mucose interne, è un sedativo della tosse, depura il sangue dalle tossine, è un ottimo diuretico ed astringente, viene utilizzata esternamente contro pruriti e ustioni, stimola la crescita dei capelli e viene considerata un afrodisiaco…

Vi consiglio di assaggiarla!   😉

Conosciuta e amata fin dall’antichità era molto cara a Priapo, il poeta contadino Columella cantava: la ruca, o Priapo, vicino a te seminiamo per risvegliare al dovere i mariti lenti e attizzare in loro il fuoco di Venere…   😉

racemi fiorali della ruchetta violacea

In cucina gli usi sono molteplici, raccogliendo i racemi fiorali (prima che siano completamente sbocciati), possiamo preparare un piatto tipico pugliese: i cavatieddi con la ruchetta.

Con le foglie crude possiamo arricchire un’insalata mentre cucinandole sono perfette in composizione con le verdure selvatiche (cicoria, cresta di gallo, cipiccia, lattughella, raperonzoli, pimpinella) nella famosa misticanza laziale.

Il Corrado nel suo libro Il Cuoco Galante (1786) la cita suggerendo: si soffrigge in olio con aglio e serve per condimento ai salami e ai legumi, come fagioli, lenti e ceci. Pestata con prezzemolo e stemperata in olio e aceto fa ottima salsa per carni fredde, pesci lessi e per insalatine di acciughe e tarantello [tonno].

Inoltre sminuzzandone le foglie fresche possiamo preparare infusi e sciroppi salutari.

Personalmente ho deciso di provarla in un saporito pesto di cui vi riporto la ricetta: prepariamo tutti gli ingredienti, 100 grammi di ruchetta violacea fresca (se proprio non riuscite a trovarla potete sostituirla con la rucola), lavata ed asciugata, 30 grammi di parmigiano reggiano grattugiato, 20 grammi di pecorino romano, 50 grammi di pistacchi di Bronte, un pizzico di sale ed un po’ di pepe (o peperoncino), olio extra vergine di oliva a piacere. Ricordatevi di sbucciare i pistacchi, levando anche la pellicina violacea (come nella ricetta del pesto ai pistacchi).

Mettiamo quindi tutti gli ingredienti nel mixer (o usiamo un mortaio): la ruchetta, i pistacchi, i formaggi, il pepe (poco sale in quanto c’è già il pecorino). Man mano che frulliamo aggiungiamo l’olio fino ad ottenere la consistenza desiderata: una crema morbida e corposa al tempo stesso con cui potrete condire la pasta, la bruschetta ma anche la carne o il pesce.   😉

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