u meli ri ficu ❁ miele di fico

miele di fico

Fotografia: anavlis

Nel bosco de Il Tempio dei Topi crescono tre grandi fichi: sono altissimi ed antichi, vivono qui da molto prima che arrivassimo noi.

Oltre alla tipica pizza bianca ripiena di prosciutto crudo e fichi e all’arrosto (che si può preparare con lo stesso ripieno), quest’anno voglio scoprire cos’altro si può creare con i loro dolci frutti… Cominciamo con una deliziosa tradizione calabrese: u meli ri ficu (il miele di fico).

Leggevo su questo sito che viene usato principalmente in pasticceria ad esempio nella produzione di mostaccioli, cartellate, mandorlate, torrone inoltre è ottimo su gelati e macedonie. Ultimamente però sta riscuotendo un enorme successo come ideale accompagnamento di formaggi freschi e carni, immancabile sui lampascioni fritti. E’ utile anche a colazione, nel latte oppure con tuorli d’uovo e zucchero montati insieme. In passato veniva utilizzato come sedativo della tosse. Da provare su un filetto di manzo: un filo d’estratto, come se fosse aceto balsamico, dona alla carne un gusto assolutamente inimitabile. Oppure assaggiatelo sulla panna cotta!   😉

Stamattina abbiamo raccolto i fichi più belli e maturi, in questa ricetta meglio non usare quelli intaccati o spaccati (ne servono almeno 3 chili per un barattolino di miele).

Secondo il metodo tradizionale, dobbiamo posizionare i fichi uno attaccato all’altro, in una pentola capiente, formando al massimo due strati e cercando di non lasciare spazio tra loro (senza schiacciarli). Copriamo i frutti con l’acqua, arrivando appena al di sopra dei fichi. Portiamo a bollore e lasciamo cuocere, con il coperchio, a fuoco basso finchè i frutti non diventeranno chiari ed inizieranno ad ammorbidirsi ed aprirsi. Ci possono volere anche delle ore…

Terminata la cottura dovremo estrarre il loro succo! Posizioniamo un recipiente nel lavandino, mettiamo sopra uno scolapasta ed un telo pulito o un canovaccio, versiamo il composto e lasciamolo scolare. Mettiamo sopra un peso e lasciamolo per parecchie ore, anche tutta la notte. Infine spremiamo ancora un po’ la miscela attraverso la tela.
In alternativa possiamo anche filtrare il composto con un colino di stoffa, poco alla volta, pigiandolo con pazienza.

Mettiamo quindi il liquido dorato così ottenuto sul fuoco e facciamolo restringere finché non diventerà della consistenza del miele d’acacia. A questo punto possiamo versarlo in un vasetto a chiusura ermetica precedentemente sterilizzato.
Si conserva anche due anni, in frigo. Qualora diventasse duro è sufficiente scaldarlo a bagno maria, prima di usarlo. Al termine del pasto, quando si sarà raffreddato, potremo rimetterlo in frigo.

Con i fichi avanzati possiamo preparare una gustosa marmellata (io ne farò una di fichi, noci, pinoli e cannella).

La preparazione di questo dolcissimo miele è un po’ laboriosa ma ne vale la pena!   😉

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