sapone fai-da-te ❀

Da molto tempo desideravo fare il sapone naturale, in casa, però mi tratteneva l’idea di dover usare la soda caustica…

Grazie a Roberta Rossini, titolare dell’azienda agricola omonima nonché saggia guru del gruppo erbacce e dintorni, finalmente ho trovato una ricetta per farlo alla maniera antica… Come i nostri nonni: con la cenere!  🙂

Ecco il necessario:

☞ 5 litri d’acqua

☞ 1 Kg di cenere

☞ 750 gr di olio d’oliva

☞ 50 gr di amido naturale di riso (quello che si usa per il bagnetto dei neonati, si trova anche in famacia)

☞ 2 pentole

☞ un secchio e 2 contenitori

☞ 2/3 panni di cotone puliti (meglio se bianchi poiché i colorati potrebbero scolorirsi)

☞ circa 20 formine per dolci

☞ elementi decorativi e profumati a piacere (io ho messo foglie di citronella e petali di rosa rossa con l’aggiunta di olii essenziali)

Per prima cosa ho raccolto gli ingredienti profumati nel bosco dei topi: circa 30 foglie di citronella e le due ultime rose rosse rimaste. Ho messo le foglie ed i petali a seccare al sole…

…Quindi ho acceso il termocamino con cui scaldiamo Il Tempio dei Topi per produrre la cenere necessaria…

…E quando tutte le braci si sono spente l’ho raccolta…

…A questo punto, possiamo produrre la lisciva (la sostanza base di questo tipo di sapone).

Le quantità che ho indicato all’inizio del post sono SOLO per il sapone, a parte dovremo preparare altra lisciva (che ci servirà nel corso del processo di saponificazione). Teniamolo presente (quindi prepariamo prima la lisciva di supporto, almeno un litro, e poi quella per il sapone vero e proprio)!

Setacciamo con cura la cenere in modo da eliminare le principali impurità… Prendiamo una pentola molto capiente, mettiamo dentro PRIMA la cenere e POI l’acqua (mescolando bene). Mai fare il contrario altrimenti la lisciva alla fine risulterà troppo torbida. Possiamo anche farne una quantità minore, l’importante è mantenere il rapporto di 1 a 5 tra cenere ed acqua. Cuociamo la miscela ottenuta per 2 ore a fuoco molto basso: sì, lo so, 2 ore sono tante… Però possiamo organizzarci ed intanto fare altre cose, all’inizio dobbiamo mescolare più spesso poi, quando la cottura si sarà stabilizzata potremo rallentare il ritmo. L’importante è ricordarsi di girare un po’ il tutto almeno ogni 5/10 minuti.

Al termine delle 2 ore, dobbiamo filtrare accuratamente la miscela! Questa è la fase più delicata del processo…

Io ho fatto il tutto nella vasca da bagno, ho poggiato il secchio di plastica, ci ho messo sopra il panno di cotone e l’ho bloccato con delle mollette lungo la circonferenza (per evitare che cadesse all’interno) quindi ho versato molto, molto lentamente il denso composto. Facciamo attenzione perché il liquido è bollente! La stoffa ferma ogni impurità e separa la cenere dal liquido, quando lo strato sul panno diventa troppo spesso sostituitelo con un altro finché tutto il liquido non sarà ben filtrato. Se volete potete ripetere l’operazione una seconda volta per maggiore sicurezza. Al termine otterrete un liquido dorato: ecco la nostra lisciva!  🙂

Possiamo anche lasciare il tutto a riposare per l’intera notte ed il mattino dopo lo troveremo già scomposto: sotto la parte sabbiosa e sopra quella liquida (sarà più facile filtrare il tutto).

Per verificare se la lisciva è della forza necessaria, immergiamo dentro di essa un uovo fresco o una patata: dovranno rimanere a galla. Un uovo è fresco quando immergendolo nell’acqua va a fondo.

…La lisciva è un ottimo detergente che possiamo usare per pulire la casa, per fare la lavastoviglie (o lavare i piatti a mano) e la lavatrice… L’importante è usarne poca alla volta perché è molto concentrata ed indossare sempre i guanti: non toccarla mai con le mani nude perché è molto potente e quindi irritante per l’epidermide.

Per realizzare il nostro sapone però dobbiamo fare qualche altro passo avanti…

Dal processo precedente, dovremmo aver ottenuto circa un litro e mezzo di lisciva. Versiamo mezzo litro di lisciva in un contenitore ed aggiungiamo l’amido di riso, mescolando bene il tutto fino al completo sciogliersi dell’amido.

In un’altra pentola scaldiamo l’olio d’oliva finché non raggiunge i 30 gradi (se non avete un termometro per alimenti, tenete presente che devono cominciare a formarsi delle piccole bollicine ma non deve bollire pienamente) quindi uniamo prima il litro di lisciva non inamidata (con cautela e mescolando accuratamente) e dopo quella con l’amido, continuando a mescolare.

L’importante è che la lisciva sia il doppio dell’olio.

Portiamo ad ebollizione la miscela a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto in maniera uniforme (sempre nella stessa direzione). Il composto diventerà dapprima spumeggiante e poi denso e gommoso.
La miscela è sufficientemente gelatinosa quando noterete che il vostro mestolo, muovendosi, lascia una scia dietro di sé. Appena il composto diventa cremoso mescoliamolo ancora con un cucchiaio di acciaio ed appoggiamolo su una superficie fredda (ad esempio un piatto messo in freezer per qualche minuto): osserviamo se lascia sulla superficie un residuo tipo la maionese oppure dell’olio.
Se lascia olio dobbiamo aggiungere altra lisciva (non inamidata).
Aggiungiamo poco alla volta la lisciva di supporto: ogni volta che la versiamo farà la schiuma, aspettiamo che la schiuma scenda prima di versarne ancora. Si può arrivare ad un rapporto finale di lisciva/grassi anche di 5 a 1 in favore della lisciva. Continuiamo a versare finché non vediamo che non schiuma più!
A questo punto dobbiamo mescolare poco e lasciar cuocere (o meglio mantenere riscaldato) lentamente finché il composto non diventa una crema della consistenza della polenta.
E’ il momento di dare colore e profumo al nostro sapone! Io oggi ho scelto 5 gocce di olio essenziale di Tea Tree Oil (un potente antibatterico ed antimicotico), 10 gocce di olio essenziale di aloe (rigenerante, idratante, rinfrescante e con mille altre virtù), 10 gocce di olio essenziale di cardamomo, 10 gocce di olio essenziale di verbena… Mi raccomando, utilizzate solo olii essenziali di ottima qualità provenienti dalla vostra erboristeria di fiducia (la mia, a Roma, è Tra Cielo e Terra).

Il cardamomo l’ho scelto per rendere particolare questo mio primo sapone: già i Greci ed i Romani utilizzavano il cardamomo per produrre profumi mentre le donne egiziane erano solite bruciarne essenze nell’aria per gli effetti benefici e stimolanti. Come ci raccontano Le mille e una notte, in oriente il cardamomo è da sempre considerato una spezia afrodisiaca molto potente. In India invece è considerato una pianta talmente delicata e preziosa che può essere toccata e raccolta solo da mani femminili. Nel Kashmir vengono messi alcuni semi di cardamomo in un gioiello destinato al polso delle spose (per simboleggiare il cibo ristoratore che doneranno ai loro mariti).

Dopo gli olii essenziali ecco una manciata di foglie e petali…

Una volta che il composto è ben amalgato possiamo versarlo nelle formine ancora caldo, io ho optato per dei bicchieri di plastica poiché non ne avevo un numero sufficiente. In alternativa si può versare anche totalmente in un unico contenitore (meglio se basso e largo).

…Ho riempito 16 bicchieri in totale. La prossima volta però mi organizzerò con delle simpatiche formine.  😉

Ora bisogna lasciar stagionare il sapone per almeno un mese (ma anche due, se possibile), in un luogo ventilato ed asciutto (preferibilmente protetto da polvere ed insetti, non colpito dalla luce diretta del sole). Al termine del periodo, se lo avete messo in un unico contenitore, potrete tagliarlo a pezzi con un coltello.

Ed avremo il nostro sapone naturale, colorato e profumato, senza soda caustica!

Buon divertimento, scatenate la fantasia…  😛

Aspetto le foto delle vostre creazioni…

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21 pensieri su “sapone fai-da-te ❀

  1. Mi accingo a preparare la liscivia per creare il sapone, volevo chiederti dei chiarimenti. Intanto sulla quantità di liscivia da utilizzare. Mi sembra di avere capito che la liscivia di supporto sia in tutto 1/2 litro, quella nella quale va sciolto l’amido, è corretto? E’ possibile utilizzare altri tipi di amido? E se volessi creare del sapone cremoso per il corpo, hai delle idee?
    Ti ringrazio infinitamente per la condivisione, Valentina

  2. Cara Valentina, grazie x il tuo messaggio!
    🙂
    Riguardo alla lisciva di supporto, quella dovresti prepararla a parte. Le dosi indicate all’inizio del post sono invece necessarie per le saponette.
    Le prime volte, puoi anche procedere mettendo sul fuoco 2 pentole: una riservata solo alla lisciva di supporto, per non fare confusione con le dosi del sapone.
    Come amido e’ meglio usare quello di riso, piu’ delicato e naturale.
    Se poi clicchi sulla frase “scatenate la fantasia”, alla fine del post, troverai un articolo che ti guidera’ passo dopo passo nel fare il sapone liquido… Piu’ facile delle saponette! 🙂
    Buon divertimento! Aspetto le foto delle tue creazioni (qui o su Facebook). ♡

  3. Pingback: sapone con la lisciva ❀ | il Tempio dei Topi

  4. ciao,
    questa e la prima volta che faccio il sapone in casa, e non ostante la tua guida come farlo e la migliore che ho trovato, mi sono un po incasinato. Mi spiego meglio, la prima volta che lo fatto lo fatto con la stessa ricetta ma non cerano le istruzzioni cosi detagliate e me rimasto tutto liquido, cosi ho trovato il tuo e lo rimesso a cuocere per farlo diventare piu denso. Non avevo ancora visto la tua foto del aspetto come la polenta, quindi mi son accontentato da una densita da salsa, adesso e un po piu duro pero mi sa che non diventerea duro, comunque lo lascio li per vedere cosa salta fuori. La seconda volta o fatto come dici te, unavolta amalgamato il tutto lo lasciato cuocere pian piano, e dopo quasi 3 ore non e che era cambiata tanto la densita. A dire la verita mi ero anche un po stufato dopo 5 passa ore, quindi ho messo il fuoco sul alto e lo lasciato cuocere mentre che lo giravo, mi sa che la padella era troppo calda perche si e attacato al fondo 0_o a un certo punto il mestolo si “attaccava” un po al fondo cosi vedendo che era densa come una mouse ho deciso di aggiungere gli aromi (1 stecca di vaniglia e un cucchiaio abbondante di miele) e mischiarlo e poi lo messo in dei bicchieri di plastica. Sinceramente cio ancora il dubbio che non sia stato fatto giusto 😦
    Cosa troverei pratico per noi alle prie armi sarebbe dei tempi, chiaramente non possono essere per tutti uguali perche ogni cucina funziona diversamente pero una linea di massima, cosi uno sa se lo sta facendo giusto o no.
    Il mio problema potrbbe anche essere che io a volte ho usato carta e cartoni per accendere la stufa, quindi magari la cenere non era un gran che, da adesso non usero piu ne carta ne giornale per accenderla.
    Sinceramente non so cosa potrebbe essere andato storto, ma speriamo che almeno uno dei due funzioni.
    Se ai qualche consiglio da darmi lo apprezzerei volentieri.
    Grazie e tanti saluti dalla Svizzera
    Gandalf

  5. ciao con tanto entusiasmo ho fatto il sapone con la lisciva eseguendo attentamente tutte le fasi ,niente non si e’ solidificato dove posso aver sbagliato prima di riprovarci? cosa posso fare con la cenere che rimane?grazie giusi

  6. Caro Gandalf, se la lisciva ha la forza giusta tutto il processo di saponificazione risulta abbastanza veloce, al massimo una mezz’ora…
    Per verificare se la lisciva è della forza necessaria, immergi dentro di essa un uovo fresco o una patata: dovranno rimanere a galla. Un uovo è fresco quando immergendolo nell’acqua va a fondo.
    Leggi anche questa pagina, ci sono molti consigli utili per fare il sapone solido e quello liquido:
    http://www.flagoftheplanetearth.org/%28X%281%29S%28x3idw445s0qjqw45ilnjmb55%29%29/ContentView.aspx?Lang=it-IT&Cid=1092&Nid=10255,10435&AspxAutoDetectCookieSupport=1

    Spero che il tuo prossimo tentativo vada a buon fine! 😉

  7. Cara giusi, anche per te può essere utile lo stesso consiglio che ho dato a Gandalf!
    Con la cenere avanzata puoi spolverare le tue piante, concima e tiene lontane lumache ed altri insetti nocivi che potrebbero danneggiarle. 🙂

  8. Ciao! Oggi ho provato a fare il sapone..sembra si stia solidificando. Ho toccato la lisciva e non credevo osse così forte. Ho letto su un blog che viene sconsigliato fare il sapone con la lisciva perchè è difficile capire la concentrazione di lisciva e puó rimanerevtroppo grasso o troppo aggressivo..posso usarlo tranquilla questo sapone? Grazie

  9. ciao, ho fatto la lisciva ma l’uovo va a fondo…. cosa posso fare per fare una lisciva più forte? cambio dosi? ho fatto 1 di cenere e 5 di acqua. grazie

  10. Valentina, la lisciva è irritante quindi meglio non toccarla a mani nude ma il sapone realizzato con questa ricetta è naturale e delicato. 🙂

    Giada, puoi rimettere a bollire la lisciva per ottenere un composto più forte! Buon lavoro. 🙂

  11. Ciao posso usare l amico della aveno..quello per bambini?e nella lisciva posso mettere l estratto di cedro o devo per forza metterlo alla fine?

  12. Ho ancora un ultima domanda! Quale pentola usare??Non so se posso usare quelle di acciaio inox che uso tutti i giorni.. ho paura che si rovinano .. e potresti darmi l dose per fare la seconda lisciva e una dose x fare meno sapone???
    Grazie davvero 🙂

  13. Ciao ,
    Spiegazione ottima di tutto il procedimento e spero di riuscirci .l’unica cosa che nn ho capito è come posso colorare in varie tinte il sapone?
    Che colorante posso usare?

  14. Per quanto riguarda la pentola.. possono andar bene quelle d acciaio che uso per cucina.. quelle della batteria nuova si intende.. o devo prendere una vecchia ? Si rovinano per far il sapone? E in casa credo cattivo odore la lisciva?

  15. Ciao e grazie per il tuo lavoro!
    ti volevo chiedere se l’acqua va bene quella del rubinetto o comunque se c’è differenza sul risultato finale usando quella distillita.
    e se potevi specificare la quantità o il rapporto per gli oli essenziali… o le dosi sono quelle che hai usato tu nel tuo bellissimo esempio..adoro il cardamomo!!
    poi una delucidazione per il litro di lisciva in più…non ho capito quanta acqua e cenere devo usare…
    scusami le mille domande!!
    a giorni proverò!!!
    grazie infinite!!!

  16. Cara macie, è importante scegliere una pentola d’acciaio (non d’alluminio perché potrebbe macchiarsi o corrodersi) ed un mestolo in legno (o in acciaio) per mescolare.
    Se poi hai modo di far preparare la lisciva all’aperto è meglio, altrimenti devi farla in una stanza molto molto aerata (con la finestra aperta) per non respirarne i vapori della cottura.
    Buon lavoro! 🙂

  17. Ciao, Simona!
    Nei miei esperimenti ho notato che il sapone si colora in base al tipo di petali di fiori che aggiungo ed agli oli essenziali che scelgo…
    Vengono sempre dei toni molto carini, con sfumature e venature differenti!
    Buona creazione. 😉

  18. Cara Elis, fino ad ora ho usato l’acqua del lavandino. Potresti anche scegliere l’acqua piovana se hai modo di recuperarla!
    Come olii essenziali vanno bene le dosi che ho indicato, essendo puri sono molto potenti!
    Per la lisciva in più, usa le stesse dosi che ho scritto all’inizio: il rapporto deve sempre essere di 5 – 1. 5 litri d’acqua per 1 Kg di cenere.
    Buon divertimento! 🙂

  19. Ciao!grazie mille per la risposta! dunque ti aggiorno mi sono cimentata nella preparazione della lisciva e per il momento mi sono dovuta fermare per forze maggiori.Già Nel filtraggio mi sono accorta che bisogna strizzarla per bene!! poi hofatto solo una prova con la ricettina del sapone molle con 200ml di oli e 200 ml di lisciva satura….satura?? cioè che la patata sta a galla ?? durante le 2 ore di bollitura, durante la preparazione rimaneva a galla poi ho provato nella lisciva liquida filtrata e non rimaneva a galla….sbagliato qualcosa??. cmq non so qualcosa è andato storto perchè ha schiumato ma poi non è mai diventata gelatinosa, il cucchiaio non lasciava la scia…..mi sembrava sempre liquida.. alla fine è diventata nera credo si sia bruciata e ho dovuto buttar via tutto….mi puoi dare qualche delucidazione e se hai qualche consiglio sarebbe fantastico! grazie mille per la tua disponibilità e per il tuo grandioso lavoro!! buone feste di cuore!

    • Cara Elis, purtroppo quello che mi descrivi significa che la lisciva non era abbastanza satura.
      La prova per verificarne la forza la devi fare quando è fredda, dopo che l’hai lavorata e filtrata.
      Se noti che non è pronta, basta che rimetti la lisciva prodotta a bollire (comincia con 10/15 minuti), poi la fai freddare e ripeti la prova. Se non sei soddisfatta la rimetti di nuovo a bollire e così via…
      Quando l’uovo fresco o la patata finalmente galleggiano nella lisciva (fredda) allora puoi procedere con la saponificazione.
      La lisciva non satura è comunque utile per le pulizie, ad esempio ne basta una piccola quantità nell’acqua per lavare i pavimenti… Usa sempre i guanti e non toccarla a mani nude perché è molto potente e quindi irritante per l’epidermide.
      Buon esperimento! 😉

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