Ode al ramolaccio ♡ ❤ ❥

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Ci sono persone che mettono il cuore in ciò che fanno come Babe e Roberta Rossini (basta guardare le sue patate!).
Stasera, per una cena speciale, è a loro due in particolare che voglio ispirarmi: ramoracci con le patate (prodotti dell’Azienda Agricola di Stefania Rossini) e torta alla menta & cioccolato (ricetta di Babe).
Non avevo mai assaggiato ‘e ramoracce, voi li conoscete? Roberta mi ha consigliato di farli prima bollire insieme a delle patate a pezzi e di ripassare in padella il tutto con un soffritto di aglio, olio & peperoncino, aggiungendo una salsiccia sbriciolata.
Piccanti e sfiziosi, molto molto gustosi!

Questa ricetta potete anche usarla come ripieno di una torta rustica (accompagnando i ramolacci con la salsiccia sbriciolata oppure con la ricotta).

Solitamente si raccolgono le cime e le foglie della pianta giovane perché più tenere, ma si consuma anche il colletto che si prepara tranciando la pianta alla radice e troncando le foglie verso la base; si ottiene così un torso che si consuma crudo, come si fa con i ravanelli.

Ecco due ricette tradizionali con ‘e ramoracce

Ramolaccio con patate

Lessare insieme patate a cubetti e ramolaccio, quando le patate sono cotte scolare il tutto e ripassare in padella con olio evo, aglio e peperoncino (schiacciando un po’ le patate). Per un sapore più intenso, sbriciolare 2 salsicce in padella prima di aggiungere il ramolaccio con le patate e quando le salsicce sono quasi pronte unire la verdura. Un pizzico di sale e cuocere il composto per circa 10 minuti. Servire con pane tostato bagnato con un filo d’olio extra vergine d’oliva.

Pasta con le cime di ramolaccio

Si ripassano in padella i germogli crudi di ramolaccio con le patate lesse (circa 500 grammi per 4 persone) e 2-3 alici (dissalate), olio evo, aglio, peperoncino, bagnando il tutto con 1 bicchiere di acqua e vino.  Contemporaneamente preparare la pasta, aggiungendo anche una manciata di foglie piccole e tenere di ramolaccio al momento dell’ebollizione. Quando la pasta è pronta, scolare e ripassare il tutto con il soffritto.


Il ramolaccio selvatico (Raphanus raphanistrum L. , famiglia delle Cruciferae) era conosciuto già dagli antichi egizi, viene citato infatti nel famoso papiro di Ebers (1700 a.C.).
Era anche usato dai medici, tra gli antichi romani, che lo consigliavano per curare la tosse e le affezioni delle vie respiratorie.
Ode al ramolaccio!   😉

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2 pensieri su “Ode al ramolaccio ♡ ❤ ❥

  1. Quanta dolcezza in questo post! Che bello sapere che un’indicazione che ho dato, un suggerimento scritto nel blog ha dato soddisfazione a qualcuno.
    Davvero non sai che gioia. Quando scopro che una persona ha davvero preparato un piatto seguendo un mio post mi sciolgo e vivo momenti di felicità 🙂

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