…E tu, che pianta sei? [Il Calendario Celtico o Calendario degli Alberi] ೂ

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…Per caso mi sono imbattuta nella tradizione celtica del Calendario degli Alberi e me ne sono subito innamorata…   😉

Il mio è la spirituale betulla, wow!   🙂

…E voi che pianta siete?

Cliccate sullo schema del calendario (qui sotto) per scoprirlo…   😛

B Beth, la betulla
(dal 24 dicembre al 20 gennaio)

L Luis, il sorbo
(dal 21 gennaio al 17 febbraio)

N Nion, il frassino
(dal 18 febbraio al 17 marzo)

F Fearn, l’ontano
(dal 18 marzo al 14 aprile)

S Saile, il salice
(dal 15 aprile al 12 maggio)

H Hath, il biancospino
(dal 13 maggio al 9 giugno)

D Duir, la quercia
(dal 10 giugno al 7 luglio)

T Tinne, l’agrifoglio
(dall’8 luglio al 4 agosto)

C Coll, il nocciolo
5 agosto – 1 settembre

M Muin, la vite
(dal 2 settembre al 29 settembre)

G Gort, l’edera
(dal 30 settembre al 27 ottobre)

P Peith, il tiglio
(dal 28 ottobre al 24 novembre)

R Ruis, il sambuco
(dal 25 novembre al 22 dicembre)

Il Calendario degli Alberi (inciso proprio sui tronchi) sanciva una forte corrispondenza tra numerose serie di elementi: gli alberi, le lettere dell’alfabeto, i mesi lunari dell’anno, le parti del corpo umano, i metodi di guarigione e gli dei. Questo calendario si fondava sull’alfabeto pelasgico che contava tredici consonanti e cinque vocali.
Poiché la  scrittura  non era conosciuta e, a detta di alcuni autori romani, addirittura vietata per motivi religiosi, la tradizione orale obbligava i Celti ad adottare dei sistemi mnemotecnici che riunivano più significati nel minor numero di elementi possibili e che permettevano di concentrare in pochi elementi base il massimo di conoscenze  da ricordare. Il Calendario degli Alberi formava la sostanza dell’Ogham (conoscenza iniziatica) ovvero quella sapienza a cui i futuri sacerdoti dovevano aspirare, attraverso un’unica serie di termini: alfabeto, nome degli alberi, significato religioso, magico e farmacologico degli stessi, andamento dei mesi dell’anno e divinità ad essi collegate. Fondato sugli alberi, l’Ogham costituiva anche un linguaggio muto che utilizzava le articolazioni delle dita, una sorta di linguaggio segreto riservato agli iniziati (ancora più prezioso per loro che proibivano la scrittura e impedivano accuratamente la divulgazione di conoscenze ritenute sacre). Il Calendario degli Alberi si basa dunque sui tredici mesi dell’anno lunare, di 28 giorni ciascuno; esso corrispondeva anche alle consonanti iniziali dei nomi deli alberi che si trovano ancora nell’alfabeto irlandese.
L’anno lunare, composto da 13 mesi di 28 giorni, contava quindi di solo 364 giorni. Restava un giorno intercalare, il 23 dicembre, vigilia del solstizio d’inverno, giorno nefasto perché ritenuto la morte dell’anno e perciò raffigurato dal tasso, chiamato albero della morte. Il giorno seguente, cioè il 24 dicembre, giorno del solstizio, era invece simboleggiato dall’abete rosso, chiamato albero del parto o albero della vita. Abete rosso e tasso rappresentavano anche le prime due vocali:
A Ailm ( abete rosso)
I Idho (tasso)
Queste due vocali aprivano e chiudevano l’anno lunare.
Le altre vocali erano destinate a simboleggiare i due equinozi e l’altro solstizio:
O Onn, la ginestra, per l’equinozio di primavera,
E Eadha, il pioppo bianco, per ‘equinozio d’autunno
U Ura, il brugo, per il solstizio d’estate.
I sacerdoti celti, i Druidi, utilizzavano le piante anche per scopi magici e terapeutici e il ciclo dei 13 alberi corrispondeva alle 13 energie arboree alle quali si associavano anche elementi divinatori che operavano come genii protettori cui rivolgersi in cerca di forza, fortuna o buoni consigli.
Il calendario celtico per i Drudi era quindi di grande importanza in quanto rapresentava un antichissimo sistema valido per sapere quale fosse il periodo dell’anno proprizio per le magie. Esso veniva inciso su bastoni di legno o sulle grandi pietre preziose. Secondo la tradizione, fu il Dio Ogma ad insegnarlo ad i primi Drudi per farlo tramandare con discrezione a pochi fortunati iniziati.

B Beth, la betullaB – Beth
BETULLA (Betula pendula)
dal 24 dicembre al 20 gennaio
Albero che può raggiungere i 20 metri di altezza ma che non vive a lungo, al massimo un paio di centinaia d’anni. Richiede molta luce ma può sopravvivere in suoli poveri ed è molto resistente ai climi freddi.
Il tronco, bianco/argenteo, è dritto ed i rami penduli fanno della betulla uno degli alberi spontanei più decorativi e facili da riconoscere. Nonostante il suo aspetto delicato è uno dei più resistenti alberi del mondo e o si trova sulle montagne fino ai limiti della vegetazione arborea.
Dalla parola celtica Beth deriva il termine latino bitumen che in origine indicava appunto il catrame di betulla prodotto in Gallia ed usato per impermeabilizzare e chiudere le fessure nel legno.
Oggi il legno della betulla è poco usato industrialmente in quanto non molto durevole; viene adoperato per spazzole, lavori di tornio ed utensili. E’ un ottimo combustibile.
Le foglie e la corteccia hanno proprietà tintorie. Dalla corteccia si estrae un olio che viene utilizzato in conce speciali del cuoio e come medicinale. Le incisioni del tronco provocano l’uscita di una linfa molto zuccherina che, lasciata fermentare, produce bevande alcooliche o aceto e che, lasciata condensare, prende la consistenza ed il sapore della manna.
Parola chiave: eleganza
La betulla era un albero sacro presso i Celti e le tribù germaniche. Albero purificatore, talismano di fecondità, era prediletto dagli sciamani come scala per arrampicarsi fino all’altro mondo, per penetrare, attraverso i suoi rami, nella celeste dimora degli dei dai quali ottenere prosperità e guarigioni per gli uomini delle loro tribù.

Personalità dei nati sotto il segno della Betulla
Carattere raffinato e fragile solo in apparenza, in realtà nasconde un animo resistentissimo.
Preferisce un’esistenza sobria al riparo dalle emozioni forti e dal rischio. Un pizzico di freddezza sul fronte del cuore…

L Luis, il sorboL – Luis
SORBO (Sorbus aucuparia)
dal 21 gennaio al 17 febbraio

Albero che non supera i 10 – 15 metri di altezza ed i 50 anni di età, il sorbo degli uccellatori è diffuso in tutta Italia nella zona montana e submontana. Non ha particolari esigenze in fatto di terreno, ma cresce bene soprattutto in suoli ricchi di humus. I pomi del sorbo degli uccellatori hanno commestibilità sospetta allo stato fresco, possono invece essere consumati tranquillamente una volta cotti; vengono trasformati infatti in una salsa che accompagna i piatti di selvaggina.
Essendo ricchi di vitamina C erano usati, in passato, per preparare una bevanda contro lo scorbuto. Il legno è duro, flessibile, di colore giallo/grigio e veniva usato per realizzare manici di utensili e per piccole sculture.
Per i Celti ed i Germani il Sorbo aveva grandi poteri contro i demoni e gli stregoni. Veniva quindi spesso piantato all’esterno delle case e davanti alle chiese per allontare le streghe.
Parola chiave: sapienza
Pianta magica della sapienza e della rinascita da cui i Druidi traevano le loro bacchette divinatorie. Protegge la casa dalle energie negative, dai fulmini e dai sortilegi.

Personalità dei nati sotto il segno del Sorbo
Creativa, magnetica, ama realizzare in segreto per poi meravigliare. È sufficientemente adattabile per trarsi con disinvoltura dalle situazioni più intricate. Tende a dissimulare i sentimenti, concedendo più spazio all’amicizia che all’amore. Interessi culturali insaziabili e inguaribile curiosità.

N – Nion
FRASSINO (Fraxinus excelsior)
dal 18 febbraio al 17 marzo

Il frassino è la pianta di primaria grandezza, può raggiungere i 40 metri ma non è longevo (massimo 150 anni di età). È presente in tutta Italia e si  sviluppa vigoroso sui suoli fertili, freschi e profondi.
Il legno di frassino gode di ottima reputazione a causa della sua resistenza e duttilità. Di un bianco quasi puro, a grana grossa ed eccezionalmente duro, è richiesto per un’ampia varietà di prodotti: dai remi agli alberi di imbarcazioni, dai manici di utensili ai bastoni per il gioco dell’hockey, alle racchette da tennis ed agli sci.
Prima dell’avvento del Cristianesimo, le popolazioni della Scandinavia adoravano il frassino come albero sacro, simbolo del legame tra terra e cielo. Al frassino si attribuiscono anche priorità medicamentose: Plinio consigliava infatti il succo delle foglie contro il veleno delle serpi. Si pensava anche che l’ardere della legna di frassino in una stanza allontanasse gli spiriti del male.
Parola chiave: fantasia
Nel mito celtico è l’albero della conoscenza, materno e nutritore. Era ritenuto per eccellenza l’albero della donna in quanto era d’uso che le donne vi appendessero amuleti che servivano a far batter il cuore all’uomo desiderato.

Personalità dei nati sotto il segno del Frassino
Carattere fantasioso e sognatore, con la testa eternamente fra le nuvole. Teme il rischio e non sa canalizzare la volontà per i propri fini al punto da votarsi ad un’esistenza comoda ma piatta pur di non mettersi in gioco. Dotato di grandi capacità, intuizioni e genialità.

F Fearn, l’ontanoF – Fearn
ONTANO (Alnus glutinosa)
dal 18 marzo al 14 aprile

Pianta longeva che può vivere sino a trecento anni. Raggiunge e supera i 30 metri di altezza e cresce bene lungo i fiumi ed i torrenti. Come tutte le piante della famiglia delle Papilionaceae, l’ontano ha radici che contengono batteri in grado di utilizzare l’azoto dell’aria e di fissarlo, migliorando così la carenza di azoto che di solito si riscontra nei terreni molto umidi. Inattaccabile dall’acqua, l’ontano veniva gettato nei fiumi come fondamento per i ponti. Con il suo legno si fabbricavano anche flauti per incitare i guerrieri alla lotta. L’ontano nero, oltre che per arricchire terreni poveri di azoto, viene anche impiegato nelle tecniche bioingegneristiche per impedire l’erosione delle rive di fiumi e torrenti. L’uso dell’ontano nero come pianta adatta alla bonifica di terreni umidi e malsani è noto sin dall’antichità: molti degli edifici di Venezia sono sorti su fondazioni protette da legname di ontano nero. Il legno dell’ontano nero (giallo quando è stagionato) si dimostra molto resistente anche in inverno; essendo di facile lavorazione, era ricercato dagli zoccolai ed ancora oggi trova impiego nella fabbricazione di zoccoli e manici di scopa. Dalla corteccia, dai frutti e dalle foglie si ottengono le tinture.
Parola chiave: volontà
Secondo un’antica tradizione, nell’ontano viveva il male. L’albero era temuto perché il suo legno, se tagliato, si tinge di arancio intenso, quasi stesse sanguinando; ciò diede vita alla superstizione secondo cui l’albero era la personificazione di uno spirito maligno, come l’Erlkvinig delle legende celtiche.

Personalità dei nati sotto il segno dell’Ontano
Carattere irruento e ostinato, ai limiti della temerarietà. Nato per comandare, resiste fino allo stremo in situazioni disperate. Ha innegabili doti di leader, carisma e abilità organizzativa. È capace di passioni estreme, dotato di forte sensualità ma insensibile alle esigenze del partner.

S Saile, il saliceS – Saile
SALICE (Salix alba)
dal 15 aprile al 12 maggio

Il salice bianco è diffuso in tutta Italia, specialmente lungo i corsi d’acqua, in formazioni vegetali in cui è solitamente affiancato al pioppo nero. Può arrivare sino a 25 metri di altezza ma non vive a lungo, un centinaio di anni al massimo. È una specie che, come altri salici, ha importanza forestale per il consolidamento delle sponde dei fiumi e dei torrenti e per la valorizzazione dei terreni golenali che periodicamente vengono invasi dalle acque. Si propaga molto facilmente per talea e pertanto l’impianto di questa specie è assai rapido ed economico. Il salice bianco, insieme con alcuni altri salici, era tradizionalmente coltivato nelle campagne e trattato con taglio a capitozza: questo trattamento consiste nel tagliare periodicamente la pianta ( in genere ogni 2 – 3 anni) ad un’altezza di un metro, un metro e mezzo da terra, in modo che si sviluppino i polloni fuori dalla portata degli animali pascolanti. I rami così ottenuti erano impiegati, secondo il loro diametro, per gli usi più diversi: per palerie, per la produzione di legacci per la vite, per intrecciare cesti e simili…
I salici hanno avuto una certa rivalutazione negli ultimi tempi per la produzione di oggetti artigianali intrecciati quali sedie, cesti, tavolini da tè. Il salice è da sempre stato considerato un ottimo rimedio contro i reumatismi e la moderna biochimica ha confermato le sue proprietà: la corteccia di salice contiene infatti buoni dosi di salicina, simile per proprietà all’acido acetilsalicilico, oggi usato  come analgesico, antinfiammatorio e antireumatico.

Parola chiave: sentimentalismo
Albero lunare, simbolo della rinascita a causa della sua rapidissima crescita, conserva un arcaico legame con le streghe (infatti si diceva servisse come legaccio per le loro scope) e con le divinità femminili del destino.

Personalità dei nati sotto il segno del Salice
Personalità languida, romantica, fa leva sulla seduzione per arrogarsi consensi immeritati. Raramente però perde di vista il senso pratico; apprezza il denaro e non disdegna semplici piaceri come la campagna e la buona tavola.
Cavalca abilmente gli ostacoli, calibrando lo sforzo per non trovarsi mai a corto di energia.

H Hath, il biancospinoH – Hath
BIANCOSPINO (Crataegus monogyna)
dal 13 maggio al 9 giugno

Il biancospino è diffuso in tutta Italia, fino a 1000 m di altitudine, con due specie simili (C. monogyna e C. oxyacantha). L’alberello, che difficilmente supera i 12 metri di altezza, cresce bene in diversi tipi di terreno, nelle radure dei boschi e negli arbusteti. È pianta longeva che può superare i 600 anni, come dimostra l’esemplare di Boquetot in Olanda che ha una circonferenza di 2 metri e 25 centimetri. I biancospini sono eccellenti alberi da siepe ed ornamentali i cui frutti, o pomi, vengono divorati dagli uccelli e i cui semi vengono poi diffusi con i loro escrementi. Il biancospino era usato dai Greci per adornare con i rami gli altari durante le cerimonie nuziali. Il nome Crataegus pare sia stato dato alla pianta dall’antico scienziato greco Teofrasto e deriva dal termine Kratos, che significa forza, a motivo della durezza del legno e dell’impressione di forza che sprigiona dall’intera pianta.
Fiori, frutti e corteccia hanno proprietà sedative e cardiotoniche, i fiori in bocciolo possono essere conservati sott’olio come i capperi, i frutti hanno virtù astringenti.
Parola chiave:  imprevedibilità
Il biancospino è l’albero sovrano contro l’inferno ed i suoi accoliti. Le spine hanno funzioni protettive contro le negatività. Esso è considerato anche l’albero del maggio e della purezza e verginità. Secondo una leggenda celtica, addormentandosi sotto un biancospino nel primo giorno di maggio si corre il rischio di essere rapiti dalle fate. Venne assunto ai tempi della rivoluzione francese come albero della libertà; tra il 1789 ed il 1792 in Francia ne furono piantati più di 60.000.

Personalità dei nati sotto il segno del Biancospino
Temperamento creativo, mobile, rapido, un po’ infantile. Più che del compagno si innamora dell’amore ma, troppo volubile e curioso per fermarsi a lungo, si lascia sedurre per poi fuggire in cerca di un altro fiore.

D Duir, la querciaD – Duir
QUERCIA (Quercus penduncolata)
dal 10 giugno al 7 luglio

È uno degli alberi più maestosi della nostra flora. Il legno della farnia, pesante e durevole, è fra i più pregiati e viene utilizzato per ogni sorta di lavoro. Può vivere oltre 2.000 anni e raggiungere enormi dimensioni. La Major Oak, che vive nella famosa foresta di Sherwood ha una circonferenza di quasi 20 metri e supera i 40 metri di altezza. La corteccia delle querce era usata dai popoli celti come fonte di tannino, sostanza usata per la concia delle pelli. Dopo averle ammorbidite in una fossa di calce ed aver rimosso peli e residui di carne, le pelli venivano immerse in bagni di tannino ossia di corteccia di querce schiacciate ed acqua. Il cuoio che ne risultava veniva poi sciacquato e lasciato asciugare.
La corteccia di quercia veniva utilizzata anche in medicina come astringente e tonico ed anche come antiveleno in caso di morsi di serpi.
Parola chiave: potere
Resistente e protettiva, la quercia è la regina delle piante celtiche dove dimorano gli dei del cielo. Per questo le navi, le porte e gli scudi dovevano essere fatti di quercia. Anche la ghianda, considerata seme della scienza divina, aveva funzioni magiche come cibo rituale per i Druidi.

Personalità dei nati sotto il segno della Quercia
Tranquillo e determinato, il temperamento del nato sotto il segno della quercia non si scompone mai. Sarebbe un ottimo leader se soltanto attenuasse la sua rigidità. Teme il cambiamento, rendendo invece al meglio in condizioni stabili. Ama avventure erotiche brucianti, ben distinte dai legami familiari ritenuti sacri ed intoccabili.

T Tinne, l'agrifoglioT – Tinne
AGRIFOGLIO (Ilex aquifolium)
dal 8 luglio al 4 agosto

Grande arbusto, alto anche 10 – 12 metri e di discreta longevità (vive sino a 200 anni), è specie dioica, nella quale sono facilmente riconoscibili le piante femminili che portano i frutti, da quelle maschili necessarie per l’impollinazione. Questo albero ha un bellissimo aspetto in inverno per le sue foglie lucide, persistenti e per le vivaci drupe colorate. La raccolta indiscriminata dei rami con i frutti, usati nelle composizioni augurali per Natale, ha portato ad una sua rarefazione, specialmente in talune zone, tanto che in alcune regioni, tra le quali anche la Lombardia, l’agrifoglio è stato incluso nella lista delle specie protette. Tutte le parti di questa pianta sono sempre state usate: il legno, duro e pesante, per lavori fini di artigianato; l’infuso di foglie, secondo la tradizione popolare combatte le coliche ed un cataplasma di foglie cura ascessi, infiammazioni e gonfiori. I frutti, velenosi per l’uomo, sono appetiti dagli uccelli e costituiscono una fonte di cibo per l’inverno. Gli uccellatori per questa ragione ne facevano largo uso. Il Mattioli, grande naturalista del XVI secolo, scriveva che con le fronde spinose di agrifoglio si difendeva dai roditori la carne salata, per cui la pianta era chiamata pungitopo maggiore.
Parola chiave: eroismo
Rappresenta la sopravvivenza, la speranza e la rinascita. È simbolo natalizio di protezione e forza vitale, grazie alle sue bacche rosse che rievocano dei  piccoli soli. Appeso sopra le porte impedisce l’ingresso dei persone ed energie negative.

Personalità dei nati sotto il segno dell’Agrifoglio
Tutto in questo temperamento riecheggia il sole: la vitalità, il potere, l’egocentrismo, ma anche la generosità.
Nato per comandare, ha carisma, volontà e autostima da vendere. In amore dà molto: eros, fedeltà e coinvolgimento, ma pretende altrettanto, se non di più. Impennate di orgoglio da controllare.

C Coll, il noccioloC – Coll
NOCCIOLO (Corylus avellana)
dal 5 agosto al 1 settembre

Alberello di 9 – 10 metri di altezza, non vive a lungo ma si rigenera continuamente grazie ai vigorosi polloni del ceppo. Il suo nome la tino “Avellana” deriva da Avellino, centro della Campania, noto sin dai tempi dei Romani per la fiorente attività di produzione di nocciole. Questa pianta viene tuttora estesamente coltivata per la produzione del frutto destinato al consumo allo stato fresco od alla trasformazione industriale, soprattutto in Campania, Sicilia e Piemonte. L’industria dolciaria utilizza i frutti per la produzione di nocciolati, torroni e della pasta di gianduia, un sostitutivo della cioccolata, costituito da farina di nocciole con il 15 – 20% di cacao. I flessibili rami di questa pianta sono stati intrecciati fin dai tempi preistorici per formare manufatti utili all’uomo. I cespugli di nocciolo venivano tagliati all’altezza del suolo ad intervalli, di solito, di sette anni, perché producessero un maggior numero di “verghe”, che servivano per varie costruzioni.
Parola chiave: saggezza
Associato alla saggezza ed alla divinazione, per via della bacchetta magica dei Druidi e delle bacchetta biforcuta del rabdomante, entrambe tratte dai suoi rami, è considerata la pianta dei veggenti e dei poeti. Non a caso nella mitologia celtica il salmone, depositario di antichi saperi, si nutriva di nocciole.

Personalità dei nati sotto il segno del Nocciolo
Aria angelica, maniere raffinate, sguardo languido, teso a mascherare un carattere ironico e implacabile. Eccelle nelle attività intellettuali (con un occhio di riguardo per la comunicazione) a discapito di quelle pratiche. Poco propenso alla passione erotica, preferisce relazioni platoniche.

M Muin, la viteM – Muin
VITE (Vtis vinifera)
dal 2 al 29 settembre

Questo rampicante coltivato in tutto il nostro Paese, non ha bisogno di essere riconosciuto. Esso ci fornisce il vino, una delle bevande più usate, dal quale si ottiene l’alcool etilico e l’aceto. La Vite cresceva spontanea in Italia ed in altri Paesi europei fin dal pliocene. La coltivazione per la produzione del vino sembra sia cominciata nell’Asia Minore. La coltura fu poi introdotta in Grecia verso il 1700 – 1500 a.C. ed in Italia verso il 900 – 700 a.C. A poco a poco la produzione di vino si estese a quasi tutta l’Europa, specialmente durante il Medio Evo, soprattutto per mezzo dei conventi. In alcuni testi relativi alla descrizione del Calendario degli Alberi anziché alla vite si fa riferimento al rovo. È probabile che anticamente, prima che i popoli celti conoscessero le proprietà della vite e del vino, il rovo fosse utilizzato come vegetale di riferimento. Anche il rovo infatti produce un frutto (la mora) del quale i popoli del nord usavano trarre una bevanda zuccherina, leggermente alcoolica ed euforizzante. Fin dai tempi più antichi il vino e l’uva furono largamente impiegati in medicina. Ippocrate, Teofrasto e Dioscoride sono unanimi nell’esaltare le virtù terapeutiche del vino. Le foglie sono toniche, astringenti e diuretiche. L’uva è raccomandata nelle cosiddette cure di uva contro la costipazione, la gastrite, l’enterite, la gotta, l’anemia e l’obesità. Il vino è un alimento fortificante per i vecchi, i malati e i convalescenti; serve a rialzare la pressione agli ipotesi, ma non agisce sugli ipertesi. I vini rossi sono astringenti e quelli bianchi soprattutto diuretici.
Parola chiave: emozione
Pianta magica intrisa di mistero e potere, conferito dalla convinzione che, con il suo legno, le streghe si costruivano la bacchetta magica e per il fatto che con i suoi frutti si ottiene il vino, liquore gradevole ed euforizzante.

Personalità dei nati sotto il segno della Vite
Temperamento mutevole, tenero o aggressivo, simpatico o intrattabile ma sempre un po’ sopra le righe. Si nutre di ideali di bellezza e giustizia, concedendo più spazio al cuore che al cervello. Imprevedibile e un poco sconclusionato, spesso è incapace di organizzarsi e distrugge per poi pentirsi e ricostruire. Raggiunge l’equilibrio solo nella coppia.

G Gort, l'ederaG – Gort
EDERA (Hedera helix)
dal 30 settembre al 27 ottobre

Abbarbicata agli alberi o ai muri, grazie a sottili radici avventizie che crescono dal fusto, l’edera è una delle poche piante rampicanti indigene a raggiungere dimensioni ragguardevoli. In autunno, i fiori giallo – verdastri della pianta secernono abbondante nettare e sono impollinati da vespe e farfalle. I frutti, che sono drupe nere simili a bacche, vengono spesso mangiati dagli uccelli e dai bruchi di alcune farfalle, ma sono velenosi per l’uomo.
Parola chiave: fedeltà
Considerata pianta funeraria, per via dell’errata convinzione che soffochi le altre piante, viene ritenuta anche simbolo dell’amore eterno, pronto a qualsiasi sacrificio. I presunti poteri magici di questa pianta venivano usati diversamente a seconda delle località. Per esempio, in Scozia l’edera era adoperata per proteggere dal malocchio le vacche ed il loro latte.

Personalità dei nati sotto il segno dell’Edera
Attratto dall’insolito, ama sondare il lato nascosto di cose e persone. Punta molto sul rapporto di coppia attaccandosi tenacemente, ma spesso senza dignità, a quella che considera l’anima gemella. Possessivo e rustico, è capace di sentimenti inossidabili che non ama manifestare a parole. Carattere rinunciatario e ombroso, può soffrire a lungo in silenzio.

P Peith, il tiglioP – Peith
TIGLIO (Tilia cordata)
dal 28 ottobre al 24 novembre

Quest’albero ha un aspetto assai decorativo, infatti da molto tempo è presente nei viali delle città. Il legno di tiglio, essendo tenero ed a grana uniforme, è ideale per intagli e torniture e generazioni di artisti e di artigiani lo hanno usato per le loro sculture. Siccome non si deforma, questo legno viene ancor oggi usato per casse di risonanza e per tasti di pianoforte ed organo. Il suo carbone si utilizzava per fabbricare la polvere pirica. I fiori di tiglio contengono mucillagini ed oli essenziali: essiccati all’ombra servono per preparare infusi calmanti, diuretici ed emollienti.
Parolo chiave: sensualità
Nel centro dell’Europa è simbolo di immortalità e considerato dal popolo albero sacro, tanto che veniva piantato nelle strade dei paesi per proteggere i contadini dal malocchio.

Personalità dei nati sotto il segno del Tiglio
Carattere penetrante e aggressivo, in perenne conflitto con se stesso, soggetto a tentazioni, crisi di coscienza e tormenti. È un grande lavoratore, capace di profonda e sottile analisi.Tendenza a passioni amorose morbose ed a vita sregolata.

R Ruis, il sambucoR – Ruis
SAMBUCO (Sambucus nigra)
dal 25 novembre al 22 dicembre

Il sambuco cresce dove il contenuto di azoto nel suolo è alto, vicino agli edifici abbandonati ed intorno agli allevamenti e ovunque il suolo sia stato arricchito dalla decomposizione di materia organica, quale foglie e rifiuti. Il sambuco è però comune anche in formazioni naturali, nelle siepi ed ai margini dei boschi, ma sempre in luoghi abbastanza umidi. I semi vengono diffusi dagli uccelli che si nutrono delle bacche di quest’albero. Dai frutti e dai fiori si ottengono distillati e marmellate eccellenti, ricche di vitamina C. I fiori vengono anche consumati in frittate o frittelle. Tinture vengono ricavate da parti diverse dell’albero: nera dalla corteccia, verde dalle foglie, blu o lilla dai fiori. Il legno, che è tenero e bianco-giallastro, può essere usato per realizzare piccoli oggetti, quali giocattoli, pettini e cucchiai di legno. Generazioni di bambini hanno svuotato i fusti di questa pianta per farne fischietti e cerbottane. Con un decotto di fiori di sambuco si curava la tosse; un estratto delle radici veniva usato come purgante.
Parola chiave: rinascita
È l’albero magico per eccellenza, perché fornisce il legno allo zufolo rituale e le bacche alla bevanda sacramente dei Druidi. Appeso fuori dalle stalle protegge tradizionalmente il bestiame, ma tenuto in cucina o bruciato può portare sfortuna.

Personalità dei nati sotto il segno del Sambuco
Carattere indipendente, adattabile ma incostante, capace di navigare indenne tra le peggiori difficoltà. Spesso schiavo delle emozioni, alterna momenti di euforia a cupe depressioni. Desideri inconsueti in amore: pretese infantili condite con simpatia e tanta dolcezza.

I Idho, il tassoI – Idho
TASSO (Taxus baccata)
23 dicembre – solstizio d’inverno

Questa pianta vive in quasi tutta l’Europa: ha modesta importanza forestale mentre è molto apprezzata come specie ornamentale. In parchi e giardini, grazie alla capacità di sopportare potature anche drastiche, questa pianta può assumere varie sagome. Il legno di tasso ha colore arancio – brunastro, con una bella venatura e può essere lucidato con ottimi risultati. Nel Medioevo era particolarmente apprezzato per la sua elasticità e la sua compattezza, tanto che veniva usato per fabbricare archi. È il più longevo degli alberi europei, cosa che lo associa alla vita eterna facendone una pianta cimiteriale.
Parola chiave: autorità
La corteccia del tasso è velenosa e così pure le foglie, sebbene cavalli e bovini spesso mangino rami di tasso senza risentirne. Gli arilli, di colore scarlatto, sono innocui ma i semi in essi contenuti sono velenosi. Riscaldata, la sua resina emana un vapore tossico, impiegato dagli sciamani per ottenere visioni. La tossicità del tasso era nota anche agli autori antichi ed ha sempre richiamato immagini tetre: i Romani si incoronavano di tasso nei giorni di lutto.

Personalità dei nati sotto il segno del Tasso
Carattere malinconico, chiuso, facile a deprimersi ma capace anche  di slanci entusiastici. Molto influenzabile dall’ambiente, per dare il meglio di se necessita di emozioni forti e di contatti con persone allegre e stimolanti.
Fasi alternanti di serenità e di burrasca, di castità assoluta e di passione incontrollata, anche in amore.

A Ailm, abete rossoA – Ailm
ABETE ROSSO (Picea abies)
24 dicembre

L’abete rosso ama i terreni acidi e sciolti di montagna, ma può crescere su tutti i suoli; teme soltanto una eccessiva siccità. L’abete rosso è assai usato come pianta ornamentale ed è specie forestale di primaria importanza. Produce molto legname di buona qualità, usato nell’edilizia, per casse ed imballaggi, in falegnameria per la fabbricazione di mobili. È anche particolarmente adatto per la produzione di carta, essendo composto da lunghe fibre. Il legno dell’abete rosso viene usato anche per la fabbricazione di strumenti musicali, in particolare per la cassa di risonanza e l’anima del violino. In passato dalla resina dell’abete rosso si ricavavano pece e trementina e dai rametti una sorta di birra. La corteccia, ricca di tannino, viene usata in alcuni Paesi per la concia delle pelli.
L’albero di Natale, tanto familiare nelle case italiane, è l’abete rosso.

E Eadha, il pioppo biancoE – Eadha
PIOPPO BIANCO (Populus alba)
23 settembre – equinozio d’autunno

Le foglie, dai piccioli compressi e flessibili, sono ricoperte sulla pagina inferiore da una peluria densa e pallida che dà all’albero il nome specifico. Con la corteccia ed i rametti, anch’essi pallidi, assume forme di grande maestosità e bellezza. Poiché la peluria delle foglie protegge gli stomi dal fumo o dal sale, il pioppo bianco cresce bene lungo le strade e vicino al mare, emette polloni e può essere piantato per formare barriere frangivento dove altri alberi non sopravvivrebbero. Il legno del pioppo bianco è simile a quello degli altri pioppi, ma l’albero raramente viene coltivato a scopi commerciali in quanti gli ibridi euroamericani crescono a dimensioni utili assai più rapidamente. Nella leggenda greca l’albero era nero sinché Ercole se ne fece una ghirlanda durante la lotta con Cerbero, il guardiano dell’aldilà: il suo sudore trasformò il colore dell’albero schiarendolo.

U Ura, Brugo Calluna VulgarisU – Ura
BRUGO CALLUNA (Calluna vulgaris)
21 giugno – solstizio d’estate

È una pianta sempreverde, con molti fusti, tortuosi e ramificati di altezza fino a 60 cm. Fiorisce da agosto ad ottobre ed i fiori, solitamente violetti, formano infiorescenze alla sommità dei fusti e dei rami. Uno dei nomi popolari di questa pianta è “brugo”: le sue formazioni compatte danno origine alla cosiddetta “brughiera”, assai estesa un tempo nell’alta Pianura Padana occidentale, in Lombardia ed in Piemonte ed oggi fortemente ridotta dalle bonifiche. Nella brughiera il suolo è povero di sostanze minerali, molto acido ed arido ed il brugo, con le sue foglie molto piccole e strettamente appressate al fusto, manifesta spiccati caratteri di adattamento all’aridità. Il nome generico Calluna proviene da una parola greca che significa “spazzolare”; infatti, fusti di Calluna erano spesso legati insieme per farne spazzole o scope, intrecciati per fabbricare ceste ed accumulati per farne giacigli. La Calluna è una pianta sempreverde, che fornisce cibo ad una grande quantità di animali selvatici. Varie specie di uccelli si nutrono dei semi maturi ed i fiori danno un nettare da cui le api ricavano un miele delizioso.

O Onn, Ginestra CarbonaiO – Onn
GINESTRA CARBONAI (Cytisus scoparius)
21 marzo – equinozio di primavera

È un arbusto ramosissimo con rami eretti e flessibili, alto sino a 3 metri. Le foglie sono piccole, brevemente picciolate e di forma ovato – oblunga. I fiori sono grandi, di colore giallo, inodori, solitari o a coppie. Il frutto è un legume nero lungo 3 – 4 cm. Cresce dal mare alla regione montana su terreno siliceo, nei boschi, nelle brughiere. Fiorisce in maggio – luglio.
Il nome specifico latino “scoparius” indica uno degli usi della pianta, i cui rami flessibili erano molto usati per fare le scopo. Il nome italiano di “ginestra dei carbonai” può derivare dal fatto  che la pianta cresce in abbondanza nei pressi delle piazzole delle carbonaie: è infatti una specie tipicamente colonizzatrice delle radure dei boschi. Come tutte le leguminose arricchisce il suolo di azoto; pertanto può servire per migliorare i terreni  magri, prima di procedere al rimboschimento. La ginestra dei carbonai contiene un principio attivo assai tossico, la sparteina, che può trovare applicazioni terapeutiche grazie alla sua azione cardiotonica. I boccioli della pianta si possono conservare sott’aceto, come capperi.

Il Calendario degli Alberi presenta un giorno vuoto, il 23 dicembre, conosciuto come il segreto della pietra grezza.  Il giorno vuoto determina una suddivisione irregolare dei cerchio in 14 parti, 13 uguali di 28 giorni e una di un giorno solo, che possono anche essere tracciate sul terreno come recinto magico in funzione di varie cerimonie rituali.
In ciascun settore di questo boschetto sacro si pone in questo caso un rametto del legno corrispondente.
A partire dal 23 dicembre, il giorno vuoto, si contano i 13 mesi lunari contrassegnati dai 13 alberi secondo la serie alfabetica Ogham, Beth – Luis – Nion ossia Betulla, Sorbo, Frassino ecc.
La pianta della propria nascita diviene il genio protettore della vita. Secondo la tradizione, chi, come me, ha la fortuna di possedere un campo o un giardino dovrebbe coltivare almeno una pianta guardiana a cui rivolgersi in caso di necessità.
Se invece non potete avere la vostra pianta a portata di mano, cercatela nei viali, nei parchi, nei boschi.

L’albero da sempre rappresenta il ciclo della vita e la possibilità di mettere in relazione le tre parti del cosmo: il sottosuolo (le radici), la terra (il tronco) e il cielo (la chioma).
L’Oroscopo degli Alberi ha origine nell’antica civiltà dei Celti che l’hanno appreso, a loro volta, dal magico Mondo della Natura e dagli esseri invisibili che in esso abitano.
Sempre secondo la sapienza Ogham, la pianta legata alla propria nascita aiuta la trasformazione e possiede la capacità di donare energia e vitalità a coloro che sono sotto la sua protezione.
I Druidi ci consigliano: quando vi sentite stanchi e scoraggiati, quanto tutto vi pare grigio ed insignificante, raggiungete il vostro Albero e rivolgetevi a Lui con fiducia; può fare molto per voi, ricaricandovi e restituendovi quell’equilibrio naturale momentaneamente perduto.
Dovete semplicemente abbracciarlo, chiudere gli occhi, rilassarvi e lasciarvi andare all’onda di energia verde che lentamente vi attraverserà. Confidategli senza timore le vostre preoccupazioni, i sogni, i problemi che vi affliggono, chiedetegli consiglio e prima di staccarvi dall’abbraccio, portate con voi una delle sue foglie o un pezzettino della sua corteccia. Una cosa non dovete dimenticare… Non tralasciate mai di ringraziarlo!
Ogni volta che riceverete un dono dal vostro Albero (sia che si tratti della sua energia, di una foglia o di un frutto) ricordatevi sempre di donare a vostra volta qualche cosa… Nulla di importante, basta un canto, una poesia, una parola. Gli spiriti che vivono tra i suoi rami lo apprezzeranno molto e continueranno con gioia ad elargirvi i loro favori.   😉
Cerchiamo il nostro albero e meditiamo…   🙂

Fonti e fotografie: studioemys, giardinodellefate, xoomer

4 pensieri su “…E tu, che pianta sei? [Il Calendario Celtico o Calendario degli Alberi] ೂ

  1. A me corrisponde il nocciolo: Aria angelica, maniere raffinate, sguardo languido, teso a mascherare un carattere ironico e implacabile.
    Direi che mi piace e mi ci rivedo a parte forse le maniere raffinate…ma mi sto impegnando a diventare una donnina per bene.
    Davvero interessante il tuo blog…passerò a curiosare altre volte 🙂

  2. …Grazie per la visita, Babe!
    Il tuo Albero è molto bello… 🙂

    Anch’io mi riconosco abbastanza nel mio, la Betulla, questo oroscopo degli alberi è divertente ed interessante. 😉

    A presto!

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